Che cos’è il calcio?

immagine parola

Solitamente alla parola calcio si allegano tanti pensieri e tante parole, ma mai realmente ciò che questo sport nasconde dentro di se. E’ sicuramente un qualcosa che unisce popoli ma li divide anche, accomuna una grande moltitudine di persone, unite dalla medesima passione, ma allo stesso tempo le differisce nel loro orientamento e nella loro cosi detta “filosofia” del gioco. Che potere! Verrebbe da dire osservando solo superficialmente il fenomeno, istantaneamente potrebbe anche trasparire nel parer comune il concetto di massa manipolata da questa grande divinità, ma cosi in realtà non è. Il calcio in se è un metafora pensandoci bene, della vita? Si proprio di quella, che paragone esagerato e poco ortodosso verrebbe da pensare ma non per nulla scontato e soprattutto errato. Quando si respira il profumo che persuade ogni campo di gioco la magia inizia ad avvolgere non solo i giocatori, bensì tutti coloro che ne stanno attorno, l’immagine strabiliante tuttavia è quella che scaturisce nel vedere come questo accada ovunque ed in ogni livello, alto, basso, medio e così via. Per quale motivo si dovrebbe sostenere ciò? Chiunque per un solo istante respiri queste emozioni si troverebbe immediatamente investito dal suddetto potere di questo incredibile sport, dove non sempre i più deboli perdono e i più forti vincono, dove non esiste la forza individuale ma esiste la forza dell’unione, del muoversi tutti insieme e della cooperazione. Il calcio è anche anche questo, è collettività testimonianza che nel rispetto dei propri ruoli ognuno può perorare la causa, che il bilanciamento dei soggetti crea il sistema perfetto. Tutto questo è perseguibile e soprattutto perfettibile, aspetto fondamentale nel creare un presupposto che permette di migliorare sempre di più il proprio obbiettivo. Non sembrerebbe forse questa riflessione legittimare almeno in principio il paragone poc’anzi menzionato? Ognuno può rispondere in molteplici modi a questa domanda, ma l’humus di essa è che il calcio è esso stesso un modo di comunicare ciò che si possiede dentro manifestandolo con il linguaggio dello sport e se non è un modo questo di vivere allora ditemi voi cos’è.

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Impavido nomade

Il raggio di sole che,

trafiggendo la grigia

dona un po’ di splendore

riecheggia nell’occhio brillante

del viaggiatore stanco.

Attraversa egli ogni luogo

a cavallo della carcassa metallica

che talvolta si trasforma in cavallo bianco,

calpesta mari, monti, pianure

avvolto sovente nelle sue paure

che da sole possono stringere come camice di forza

o possono allietare come caldi maglioni lanosi.

la meta può essere lontana

può essere vicina

ma gli anni focosi

dell’impavido nomade

lo accompagnano

lungo la sua strada

senza,

lasciare mai che egli possa sentirsi solo

e come per l’astuto greco

la fame di casa e di viaggio

aspra battaglia han’ trovato in lui.

 

Il giocattolo

Sopra la mensola impolverata
È lì che attende di essere visto
Il giocattolo tanto amato
D’un tratto abbandonato nel misto.

Lacrime di solitudine trascendono
In maniera fittizia da esso
Ma realmente, nel cuore del fanciullo
Che poi, più non trova il balocco.

Come un’amicizia ritrovata
Vi si guardan’ negli occhi
Bamboletto divenuto ormai adulto
Balocco rimasto poi tale.

E che tale l’adulto
Poi fa tornar pochi istanti
Ingenuo e vivace bambino.

Esiste la poesia?

Non è poesia, è parlare con se stessi. Le piccole cose sono ciò che di più importante abbiamo, perché ci accompagnano ogni giorno anche se non ne comprendiamo istantaneamente il significato, sono quelle che ci fanno viaggiare meglio e che ci aiutano a trovare le risposte. Come contenitori esse svolgono un ruolo importante, proteggono al loro interno significati che per la nostra vita sono fondamentali e quando parlo di nostra vita, mi riferisco a quella di ogni essere umano strettamente legata alla sua personalità e non un qualcosa di generale valido per chiunque. Il grande potere di creare un filo conduttore della realtà di ogni uomo è racchiuso al loro interno, come se l’anima di ogni persona si dividesse in tante piccole gocce.