Nuovamente insieme ad Anime Senza Voce!

Sono lieto di aver accettato di partecipare per il secondo anno al festival di arte contemporanea internazionale Anime Senza Voce, dedicato alla lotta contro la violenza sui minori, che si terrà nella bellissima cornice di San Marino, ringrazio, quindi per l’invito, l’organizzatrice Brigitte Ostwald ! Quest’anno avrò il piacere e l’onore di condurre l’evento che si terrà a settembre dal 21 al 23! Sono al lavoro nel mio nuovo angolino per essere preparatissimo all’appuntamento! Non mancate! #animesenzavoce#controlaviolenzasuiminori #art #international 😊🖋💭

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Cosa ha detto realmente la Cassazione?

Volevo porre una riflessione in merito alla discussa e recente pronuncia della terza sezione penale della suprema corte di cassazione, la sentenza n° 32462/ 2018. Mi rendo conto che si tratta di un argomento particolarmente delicato, e per questo la mia critica andrà a porsi nei confronti del modo in cui è stata data la notizia da parte dei giornali. Leggendo un qualsiasi titolo viene trasmesso il messaggio che se una donna alzando troppo il gomito, venga a trovarsi in stato di ebrezza il violentatore sia legittimato ad agire, completamente sbagliato, ed aggiungerei vergognoso! Faccio un breve cenno alla lettera della legge, il reato di violenza sessuale è individuato nel codice penale dall’art. 609 bis e prevede una responsabilità per “chiunque con violenza e minaccia o mediante abuso di autorità, costringe taluno a compiere o subire atti sessuali….” l’aggravante “della discordia” è inquadrata dall’art. 609 ter al comma primo n° 2) “con l’uso di armi o di sostanze alcoliche…” quel riferimento al’uso implica un elemento oggettivo di azione diretta ad indurre la persona offesa nella condizione di ebrezza ed un elemento soggettivo di cosceinza e volontà nella somministrazione per poter semplificare l’atto di abuso sessuale. Nel caso di specie la persona offesa era in una condizione di ebrezza autoprocurata, pertanto, la suddetta circostanza non può trovare applicazione. Il diritto penale nel nostro ordinamento viene a basarsi solo sul fatto e sull’accertamento dello stesso come presupposto di una fattispecie delittuosa, in conseguenza di ciò la corte non ha potuto agire diversamente, se l’avesse riconosciuta sarebbe stato un fallimento del diritto, perchè mal applicato. Non trovo corrette determinate prese di posizione basate sulla communis opinio legata al fenomeno a maggior ragione facendo riferimento al principio di inoppugnabilità delle sentenze della corte di cassazione (quindi l’impossibilità di sottoporre le pronuncie ad altro giudice per una ulteriore valutazione di correttezza, essendo l’organo di giudizio di legittimità non vi sarebbe altro giudice nazionale a cui sarebbe riconosciuto il potere di sindacare sulle stesse) il reato di violenza sessuale è gravissimo oltre che vile, sopratutto è necessario sottolineare che se una donna beve non legittima assolutamente nessuno a porre in essere tali atti, questo non l’ha mai detto e sostenuto, fortunatamente, nessuno, si riconoscerà il reato senza quella specifica circostanza aggravante non vietando, tuttavia, di applicarne altre. Il diritto deve essere criticato quando non funziona correttamente, non il contrario. 

Qui di seguito il link di un articolo molto interessante riguardo a tale pronuncia.

 http://www.quotidianogiuridico.it/documents/2018/07/18/nel-delitto-di-violenza-sessuale-esclusa-l-aggravante-se-la-persona-offesa-era-gia-ubriaca