Andare oltre.

paura di conoscere

L’essere umano nella sua natura teme tutto ciò che non vede o che non conosce. Fin da piccoli si è potuto osservare un particolare comune a chiunque, la paura del buio; curioso. Ci si è sempre chiesti il perché di questo sentimento, che ogni volta che si affievoliva anche la più piccola fonte di luce, ci rapiva e non ci lasciava più. Non si sapeva cosa potesse accadere, qualsiasi luogo al buio diveniva atroce, anche una ludoteca lo sarebbe stata. Crescendo e divenendo uomo l’io razionale pone dei limiti e tramuta la paura di ciò che non si vede con la paura di ciò che non si conosce. Forse aveva ragione Kant a descrivere l’uomo nella sua critica? I fatti potrebbero dargli ragione, basti pensare al fatto che non si tratta di ragionamenti basati su concetti astratti bensì su effetti sostanziali della realtà, aspetto questo che ha di fatto, caratterizzato il suo pensiero, come non dargli ragione! Ma l’uomo per questo deve arrendersi a rispettare e padroneggiare solo ciò che conosce? Sbagliato. Il ragionamento di fondo non va a constatare un qualcosa di giusto ma un qualcosa di vero, e la verità non è statica, bensì mutevole, come un abito di sartoria che deve essere plasmato sul corpo di chi lo deve indossare. Le epoche in vero, sono caratterizzate da pensieri, azioni e verità, e questa a parer mio è proprio l’epoca della conoscenza, dell’informazione, dove chiunque può possedere gli strumenti per plasmare la propria verità essendo edotto. Non si può allora avere paura, non è giusto avere paura, è giusto andare oltre ad essa, scavalcarla, superarla ditelo come volete, ma è necessario lasciarla alle proprie spalle! Essere allora curiosi, godere nel vedere cosa ci sia dietro al muro, può significare motore di movimento e ragione per andare dritti lungo una strada, qualsiasi essa sia e voglia essere intrapresa. Il grande paradosso che ha attanagliato la figura umana parlando sotto questo profilo di fatto è proprio vedere che le cose migliori e più desiderate stanno  al di là della paura, ma allora se la più grande paura dell’uomo è proprio quella di non conoscere qualcosa, queste cose tanto desiderate e meravigliose  non ci sono! Eh no.. perché è proprio quando si crede che non ci sia nulla di migliore o di tanto desiderato che è necessario conoscere, per rimanere poi stupiti.

 

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